Consigli per le tesi

consigli per le tesiLa fine degli esami si avvicina? Non esultate troppo… è arrivato il momento di scrivere la famigerata e tanto temuta Tesi di Laurea.

Non abbiate paura perché ci abbiamo pensato noi a facilitarvi un po’ il compito, proponendovi dei piccoli suggerimenti, quindi niente PANICO!

I dubbi che attanagliano la mente sono tanti come tante sono anche le paure… sicuramente inizierete a chiedervi:

  1. Quale materia?
  2. Quale docente risulta essere più disponibile?
  3. A quale argomento sono più interessato?
  4. Per quale sarà più facile trovare fonti per l’approfondimento?

AVETE TUTTA LA NOSTRA COMPRENSIONE, NON ABBIATE TIMORE!!! Ecco a voi i primi consigli:

  • Scegliete un elenco di materie che vi hanno particolarmente interessato nel corso degli studi, o a cui pensate di avere una maggiore propensione anche lavorativa (guardate anche l’esame che vi è andato meglio!);
  • Individuata la materia, selezionate quali argomenti vorreste approfondire, considerando quelli che vi stimolano maggiormente e vi incoraggiano nella ricerca;
  • Non esitate a proporre un argomento ai professori, spesso ne sono ben felici;

Una volta scelto l’argomento è opportuno porsi degli obiettivi da raggiungere, come dimostrare o controbattere una tesi scientifica.
Altro passo di fondamentale importanza è quello di organizzare la ricerca del materiale per approfondire l’argomento.
A disposizione al giorno d’oggi abbiamo tantissimi strumenti di ricerca come internet, riviste, materiale multimediale e le sempre romantiche biblioteche.

Nella fase di consultazione sia di libri che di riviste è bene tenere fin da subito una prima schedatura di tutti gli elementi (autore, titolo, data, luogo di pubblicazione, edizione e capitolo) che serviranno per la bibliografia.
Un aspetto da tenere sotto controllo costantemente è quello di “restare in tema”, difficoltà che si presenta facilmente data l’enorme mole di materiale che si può facilmente raccogliere.

Una delle prime cose a cui dovrete lavorare perché sarà la prima richiesta del vostro relatore è l’Indice.
Non lo sottovalutate perché servirà molto anche a voi nella suddivisione e organizzazione del vostro lavoro. Ovviamente non avrà mai una struttura stabile, siate flessibili nelle continue modifiche (e ricordate sempre di comunicarle al relatore).
Inizialmente limitatevi ad una semplice suddivisione in capitoli, successivamente con l’implementazione del lavoro definirete la struttura interna con paragrafi e sotto-paragrafi.

Pur non essendovi uno schema prefissato, è estremamente importante che l’indice segua un percorso logico:

  • quadro generale del tema scelto;
  • approfondimento del tema;
  • aggiunta di dati e osservazioni;
  • sintesi personale.

A seguito dell’indice dedicatevi alla composizione della Bibliografia, che nonostante si trovi in fondo alla tesi è una delle prime sezioni da completare. Come l’indice anche la bibliografia non sarà fino alla fine un elemento statico, ma sottoposto a continue modifiche, se necessario.
La convinzione che un laureando sia in grado di sviluppare un elaborato è comune, ma non si pretende ovviamente una tale competenza analitica per farlo di sana pianta, quindi una corretta bibliografia assume un ruolo preponderante. Anche se non bisogna trascurare l’aspetto informativo relativo all’approfondimento di una citazione.

Nella bibliografia vanno indicati secondo questo ordine:  cognome e nome dell’autore, titolo del libro, casa editrice, luogo e data della pubblicazione.

Questo vale tanto per i libri quanto per le riviste, senza trascurare il materiale reperito da internet.

Un percorso logico dopo l’indice e la bibliografia prevede la stesura dell’Introduzione, che è un riepilogo senza anticipazioni del lavoro compiuto che invogli alla lettura, esplicando quelli che sono gli obiettivi e le ipotesi che si vogliono dimostrare o confutare.

Per rendere la stesura quanto più chiara e analitica possibile è necessaria la suddivisione in Capitoli e Paragrafi, numerandoli progressivamente con titoli in grassetto che riassumino esclusivamente l’oggetto del paragrafo o del capitolo (non sprecate il tempo per la ricerca di titoli “attraenti”).

El Dorado di questo lungo lavoro è rappresentato dalle Conclusioni, in cui tutte le ipotesi enunciate nei vari capitoli trovano un filo conduttore diretto all’esplicazione dell’esito del vostro lavoro, stimolando l’interesse verso possibili sviluppi futuri.

Elemento che non dovrà assolutamente mancare in quasi tutte le pagine della vostra tesi è rappresentato dalle Note, in quanto approfondiscono in maniera sintetica e semplice vari aspetti del testo, ad esempio parole note solo agli “addetti ai lavori”, interpretazione di un testo, e inoltre tutte le indicazioni bibliografiche.

Ricordate che i più noti software di scrittura sono muniti di strumenti aditi a questa operazione, quindi evitate di farlo manualmente, viste le continue modifiche che saranno necessarie.

Adesso potete tirare un sospiro di sollievo…… il lavoro è quasi finito, mancano soltanto le ultime due pagine: il Frontespizio e se preferite, i Ringraziamenti.

La struttura del frontespizio è molto spesso discrezionale per ogni Università, le regole da seguire sono poche: al centro andrà il titolo della vostra tesi, mentre in basso a sinistra inserirete il nome del relatore, affiancato sulla destra dal vostro nome e la relativa matricola. In fondo alla pagina invece completerete con l’anno di conseguimento. Notate bene che il frontespizio andrà posto sia in copertina che sulla prima pagina della tesi.

Per quanto riguarda i ringraziamenti sentitevi liberi di esprimervi, cercate soltanto di non renderli troppo pedanti.

In bocca al lupo!!!

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