Il giorno in cui tornammo ad essere democristiani (o guelfi)

democristianiNei prossimi giorni interverrò ed interverremo sulle tante novità di prospettiva aperte dal governo Monti. Per il momento voglio però soffermare l’attenzione su un aspetto che emerge con plastica forza dalla giornata di ieri, ovvero il ritorno dei cattolici in politica dopo il “congelamento” della Seconda Repubblica. Metto insieme un po’ di elementi in ordine sparso, e chiarisco subito che quella che voglio analizzare è una tendenza ancora non pienamente dispiegata, e ancora tutta da decifrare nella sua interezza. Ma largo coi frammenti.

La scuola di formazione sulla Prima Repubblica che la giovanile del PD organizzò a Bologna due anni fa, guest-star Paolo Cirino Pomicino. Lo stesso Cirino Pomicino risorto a nuova gloria nel “mercato delle vacche” andato in scena nelle scorse settimane in Parlamento, in qualità di “felice distruttore” della Seconda Repubblica.

Il pezzo sull’incontenibile gioia di essere democristiani scritto da Alessandro Aresu sempre due anni fa.

La lunga analisi su CL e l’Italia dopo Berlusconi scritta sempre da Alessandro Aresu qualche mese fa.

Il consiglio che quest’estate mi ha dato un amico nonché acuto analista delle vicende politiche italiane, Gianluca Giansante. Se vuoi davvero capire la politica italiana in tutte le sue sfumature ascolta ogni mattina la rassegna stampa di Radio Maria. Aveva ragione, è un esercizio molto istruttivo, benché poco virale, perché Radio Maria non è esattamente lo Zoo di 105.

Il libro di Roberto Cartocci sulla geografia del cattolicesimo nell’Italia contemporanea, uscito in estate.

Le riflessioni di due cattolici tra loro molto diversi per sensibilità, Andrea Riccardi e Lorenzo Ornaghi, su storia e prospettive dell’unità d’Italia, il primo nel numero 2/2011 di Limes nel quale abbiamo scritto anche noi, il secondo in questa lectio magistralis. In particolare la lezione di Ornaghi ha un valore particolare, perché in essa si fa esplicito riferimento al ritorno ad un “guelfismo politico”, si dichiara con forza che in Italia c’è grande politica solo quando c’è un impegno diretto e conclamato dei cattolici in politica, e non si cita mai Berlusconi. Ah, dimenticavo, sia Riccardi che Ornaghi sono casualmente diventati ministri del nuovo governo Monti.

Giuseppe De Rita – si, sempre lui, ancora lui – che qualche mese fa parlò del seminario dei cattolici a Todi come dell’evento fondativo della Terza Repubblica. Nel disinteresse generale.

Il suddetto seminario a porte chiuse di Todi il cui ospite principale è stato proprio quel Corrado Passera che oggi troviamo vice in pectore di Mario Monti e un domani magari chissà, al suo posto.

Ora, sommate tutte queste cose assieme. Poi pensate a quanto poco negli ultimi mesi ne avete sentito parlare quando c’era da parlare di politica, e confrontatele all’attenzione mediatica e socialmediatica che hanno ricevuto i vari Big Bang, Prossime Fermate, Fabbriche di Nichi, Italie Future, Futuri e Libertà. La discussione sul valore del tavolo di legno con il cesto della frutta posizionato sul palco della Leopolda ha ricevuto molta più considerazione nel mondo giornalistico. Eppure le tante anime tra loro confliggenti che danno vita a quella cosa millenaria chiamata Chiesa cattolica stanno costruendo da protagoniste l’uscita politica dell’Italia dalla stagione di Berlusconi. Non da sole, ovviamente. Ma non riconoscere questo ruolo centrale, manifestatosi ieri in tutta la sua nettezza, è impossibile.

Per carità, non voglio abbracciare entusiasticamente questo “ritorno al democristianesimo neo-guelfo”, sono un non credente, non ho nessun rapporto diretto con le varie anime del cattolicesimo, e soprattutto guai a ridurre la fede cattolica alla contingenza politica. Però questi frammenti che ho raccolto raccontano di un modo di fare politica molto concreto ed efficace. Riconoscere questa nuova onda del cattolicesimo politico come elemento centrale della erigenda Terza Repubblica è un esercizio di realismo che dobbiamo tutti concederci.

Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *