La gestione dei rifiuti per le imprese dei produttori di rifiuti e per quelle che li smaltiscono a partire da quest’anno è destinata a cambiare notevolmente rispetto al passato. Infatti a partire dal 30 dicembre 2024 e via via proseguendo nel corso del 2025 una serie di aziende dovranno adeguarsi a una modifica sostanziale della gestione degli scarti.
Non ci si baserà più sui dati presenti e obbligatori nel Formulario di Identificazione dei Rifiuti, nel Registro di carico e scarico, ma si ci baserà su un sistema totalmente nuovo e completamente online. Molte imprese hanno già avviato il sistema per rispettare le scadenze. Vediamo di capire meglio gli aspetti e i soggetti coinvolti quali sono.
Cos’è e quali aziende devono adeguarsi al RENTRI
Come avverrà questo passaggio al digitale e a chi è diretta la normativa? A livello operativo devono adeguarsi quanto prima le aziende produttrici di rifiuti pericolosi e non in base al numero dei dipendenti. Vedi qui quali sono i soggetti che devono essere operativi e sono tenuti quanto prima adeguarsi alla vidimazione del RENTRI.
Per alcuni di loro l’iscriversi al registro elettronico è d’obbligo, mentre per altri è facoltativo. Per alcuni di questi soggetti il non adeguamento alla tracciabilità digitale potrebbe comportare sanzioni pesanti, se le leggi non verranno rispettate. Il RENTRI, dunque, verrà affiancato al Registro di Carico e Scarico e con il tempo sarà totalmente digitale.
Come funzionerà il RENTRI
Quali sono le modalità del RENTRI con cui si interfacceranno le aziende?
Poiché l’adeguamento al formato digitale è necessario, lo stesso Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica in collaborazione con l’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali ha messo a disposizione delle aziende le informazioni importanti sul proprio sito web e ha creato dei servizi di supporto su come procedere.
Quello che è sicuro è che sarà necessario dotarsi di un software di gestione dei rifiuti totalmente online e se c’è già questo deve rispettare le regole previste dal Codice dell’Amministrazione Digitale.
Per semplificare si può dire che ci sarà sempre un Registro di Carico e Scarico, ma questo sarà digitale. Così come continuerà ad esistere un altro documento ancora fondamentale: il Formulario di Identificazione dei Rifiuti.
I vantaggi del RENTRI
Perché questo passaggio alla digitalizzazione?
Perché l’Italia si è dovuta adeguare a delle normative europee, che prevedono che i rifiuti siano identificati da un codice univoco EER e che il loro percorso sia monitorato dalla generazione fino allo smaltimento. In questo modo verranno controllati dagli appositi enti i dati relativi all’ambiente e nello stesso momento gli stessi rifiuti saranno tracciabili. In aiuto in più per le operazioni di vigilanza e di controllo, nonché per le politiche ambientali del ministero.
Tutto sempre nell’ottica di proteggere l’ambiente e renderlo più sostenibile.
Sanzioni e reputazione: cosa rischia chi non si adegua al RENTRI
Chi non dovesse adeguarsi all’iscrizione al RENTRI cosa rischia? Prima di tutto una sanzione pecuniaria o addirittura una sospensione dell’attività. Nei casi più gravi un’impossibilità di gestire i rifiuti nella propria attività. Le pene potrebbero arrivare a un massimo di 2.000 per i rifiuti non pericolosi e oltre i 3.000 per quelli nocivi.
Per situazioni, come il mancato aggiornamento del Registro di Carico e Scarico potrebbero arrivare multe di oltre 30.000 euro. Infine, in un mondo dove la brand identity si fonda anche sull’aspetto green e sostenibile, un bel colpo pesante alla reputazione di un’azienda.