Economia

Rincaro benzina, l’allarme dell’associazione dei consumatori

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La corsa al rialzo dei prezzi delle materie prime è uno dei chiari segni di come l’inflazione, dovuta principalmente all’enorme liquidità presente sui mercati finanziari, sia un fattore col quale dovremo convivere per molto tempo. La maggior parte degli esperti economici e finanziari sono concordi nell’affermare che l’inflazione sarà il tema principale dei prossimi mesi.

Dopo la grande depressione economica causata dalla pandemia, la campagna vaccinale ed una maggiore attenzione alle misure di distanziamento sociale da parte dei comuni cittadini, stanno contribuendo ad un ritorno, seppur lento, alla vita “pre-covid”. E i prezzi, in molti casi, sono iniziati a salire in modo alquanto significativo. Una materia prima, più di altre, ha visto il proprio prezzo aumentare sensibilmente nel corso delle ultime settimane: la benzina.

“Caro benzina”: +10,2% per benzina e +9,7% il diesel da inizio 2021

A lanciare l’allarme è stata direttamente l’Unione Nazionale dei Consumatori: un pieno di 50 litri di benzina è aumentato del 10,2% da inizio, il diesel del 9,7%. Aumenti che pesano, non poco, nel bilancio di ogni singola famiglia, considerato che in buona parte del nostro paese, fatte salve alcune zone metropolitane, l’autovettura resta il mezzo indispensabile per potersi recare al proprio posto di lavoro e svolgere qualsiasi altra tipologia di attività.

Rapportati su base annua, gli aumenti del prezzo del carburante possono incidere per €.180,00 per le famiglie che dispongono di un veicolo a benzina, €.160,00 per quelle che posseggono una vettura alimentata a diesel. Numeri che testimoniano, sensibilmente, come questi aumenti possano costituire un grosso problema per le famiglie italiane, specie quelle maggiormente in difficoltà dal punto di vista economico.

Secondo il sito Allaguida, infatti, l’aumento del greggio, pone in maniera ancora più centrale il tema della mobilità sostenibile: il consiglio è di utilizzare quei veicoli che sono in grado di offrire non solo elevate performance in strada, ma anche bassi consumi e rispetto per l’ambiente, come per esempio le auto elettriche.

Auto elettrica, una soluzione per ridurre i consumi

È fuor di dubbio, infatti, come le auto elettriche rappresentino, perlomeno dal punto di vista dei consumi, la migliore soluzione possibile, anche se sono da considerare alcuni aspetti di fondamentale importanza per stabilire quanto sia realmente efficiente la batteria di un’autovettura elettrica: maggiore è la sua capacità in termini di kW, più elevate saranno le prestazioni ed anche i consumi.

Quest’ultimi dipendono, così come qualsiasi altro veicolo, da diversi fattori, come, ad esempio, lo stile di guida del conducente, la pressione delle gomme, l’utilizzo del climatizzatore nel periodo estivo e quello del riscaldamento in inverno, oltre alle temperature esterne: le batterie soffrono il freddo e nel periodo invernale la loro autonomia è di norma inferiore rispetto al periodo estivo.

ll vero problema delle auto elettriche, tuttavia, è un altro. A differenza di molti altri paesi europei, in Italia si registra una presenza certamente non capillare di colonnine per le ricariche delle auto elettriche, anche se la differenza, non di rado, è assai sensibile da regione a regione, se non addirittura da città a città.

Un’anomalia che col passare del tempo, tuttavia, verrà sicuramente risolta, considerata la ferrea volontà dell’Unione Europea di arrivare, entro il 2050, a zero emissioni di C02. La fetta più consistente dei fondi del “Recovery Fund” è destinata ad opere mirate a rendere l’ambiente più sostenibile ed ecologicamente pulito. Ed è molto probabile, quindi, che nel corso dei prossimi anni aumenteranno sensibilmente le colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

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