Il fallimento di una persona fisica è una questione che accade molte più volte di quanto si creda. Dalla perdita del lavoro ad una invalidità sino ad un imprenditore in totale crisi costretto a chiudere la sua azienda.
Per gestire i debiti di una persona fisica è stata varata una legge che cerca di offrire una soluzione valida per l’esdebitazione del soggetto. Scopriamo di cosa si tratta.
Cosa succede quando una persona fisica fallisce?
Le persone fisiche che si trovano sommerse dai debiti e sono fallite, possono avere serie difficoltà nell’adempiere ai propri debiti. Si parla di piccoli imprenditori, artigiani, professionisti di varia natura e pensionati per aiutarli a sanare tutti i debiti che sono stati accumulati nel tempo.
Per fare questo, i professionisti di Rexpira offrono la giusta consulenza per accompagnare per mano verso la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Spiegano inoltre che sarà necessario avviare una procedura al Tribunale del proprio luogo di residenza che consenta di liberarsi dai debiti con rimborso ai creditori. Quest’ultimo avverrà in maniera rateale con una decurtazione dei debiti in proprio possesso.
Gli interessati potranno avvalersi del piano del consumatore che è una procedura che si attiva per i privati. Il consumatore è il debitore fisico che ha assunto obbligazioni che devono essere estranee ad una attività imprenditoriale.
In questo caso è il debitore che comunica ai suoi creditori, sempre tramite Tribunale, che verrà svolto un pagamento dei debiti rateizzato grazie ad uno stralcio calcolato in merito alla posizione del debitore. Il Tribunale ha il compito di verificare quando il soggetto sia in grado di pagare e salvaguarderà la somma corretta, per garantire il sostentamento dello stesso e possibile nucleo familiare. Una parte importante è che il Tribunale potrà decidere senza aver consenso da parte dei creditori. È sicuramente un concordato coattivo e i creditori si dovranno adeguare come da legge vigente attuale.
Quali sono le fasi delle varie procedure
Come accennato, sarà lo stesso Tribunale a decidere come svolgere i piani di rientro facendo in modo che il debitore non si ritrovi mai senza una somma per la propria sopravvivenza.
Le tipologie di debito sono differenti e possono riguardare:
- Banche e finanziarie (mutui, finanziamenti, cessioni del quinto)
- Debiti attivi verso privati e fornitori
- Debiti attivi verso le pubbliche amministrazioni come Agenzia delle Entrate e Tributi Locali Comunali.
- IVA o ritenuto d’acconto che non sono state versate come quote a dipendenti e professionisti esterni.
- Assicurazione per il regolare pagamento dei crediti che sono impignorabili.
I costi sono decisi dal Tribunale di competenza e sono proporzionali all’importo, con pagamento della marca da bollo richiesta una per ogni fase del procedimento. Inoltre il debitore è invitato a pagare il compenso che spetta al gestore di questa crisi, avvocato e professionisti per il lavoro che verrà svolto.
Se il soggetto debitore è proprietario di una abitazione ed è in corso un rimborso per il mutuo ipotecario, sarà necessario prevedere se sia in grado di far fronte al rimborso del mutuo stesso.
Rivolgersi sempre e solo a professionisti del settore e consulenti, che possono gestire al meglio le situazioni annose di cui sopra.